Un vino Classico Superiore: cosa bisogna aspettarsi

Un vino Classico Superiore: cosa bisogna aspettarsi

Un vino Classico Superiore: cosa bisogna aspettarsi

Talvolta, un vino rosso o bianco, classificato DOC, può presentare la dicitura Superiore nell’etichetta. Una dicitura che, in diverse occasioni, passa quasi inosservata, senza degli approfondimenti sul reale valore. Insomma, una poco gradita pratica sviluppata dal consumatore medio nell’epoca del consumismo dominante. Per fugare ogni dubbio e restituire una certa chiarezza, con la dicitura Superiore, stampata su vini bianchi o rossi, si indica un tenore alcolico più alto della versione Classica.
Pertanto, i vini Superiori vantano una gradazione alcolica maggiore rispetto alla versione base dello stesso marchio. Generalmente, è sufficiente un aumento dello 0,5% vol per far scattare prontamente l’obbligo dell’etichettatura Superiore. Detto ciò, per passare in rassegna i punti di forza di un vino Superiore, basta effettuare una piccola ricerca. In ogni caso, tra i punti di forza della citata categoria di vini pregiati, c’è sicuramente la presenza di elevati standard qualitativi e di una resa fuori dall’ordinario. Caratteristiche di questo tipo non si traducono necessariamente in costi elevati, ad esempio il Mionetto Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG prezzo risultare essere in linea con i costi del mercato. Questo lo rende infatti particolarmente adatto per festeggiare sia i piccoli traguardi quotidiani ma anche le grandi occasioni.

Quando l’etichetta Superiore non c’entra con la gradazione alcolica

In un solo caso, il termine Superiore non conserva alcun legame con la gradazione alcolica del vino. L’eccezione alla regola si chiama Prosecco, l’amatissimo vino bianco DOC o DOCG, prodotto al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Infatti, quando si discute delle tipologie di Prosecco disponibili sul mercato italiano, dire Prosecco Superiore o Prosecco Spumante non fa alcuna differenza.
Il richiamo esplicito è ad un vino bianco DOC o DOCG, caratterizzato da un gusto dolce e da un’effervescenza costante. Il Prosecco Superiore, considerando la diversità dei modelli tipicamente associati a questo genere, non presenta una percentuale zuccherina uniforme. Si parte da una base di 12g/l nei brut fino ad arrivare ad un massimo di 50g/l per i demi – sec. Non si commette errore riconoscendo un range d’azione del contenuto zuccherino piuttosto ampio.
Riguardo gli impieghi del Prosecco Superiore, gli esperti in materia lo consigliano nell’accompagnare cerimonie ed eventi di qualsiasi genere. Un vino scoppiettante e brioso che trasmette allegria e voglia di far festa fino al mattino. Per tali motivi, il Prosecco Superiore resta il più amato dai consumatori.

Il Prosecco Superiore ed il ruolo chiave a tavola

Descritte le caratteristiche e le peculiarità del Prosecco Superiore, è tempo di alcuni suggerimenti per una migliore resa in tavola. Si tratta di un vino bianco DOC o DOCG che con dolcezza può accompagnare aperitivi, antipasti, piatti di carne o pesce, torte salate e verdure fritte.
Ad inizio pranzo, i maestri enologi abbinano il Prosecco Superiore ad ostriche, gamberi e tartufi, andando a controbilanciare gli intensi profumi del mare. Una tecnica semplice, veloce ma anche sorprendente perché recupera i ricordi di un’estate passata. Nel mezzo, questo vino bianco del Valdobbiadene è l’ideale per un’associazione a panzarotti di salumi e a canapè fritti, eventualmente serviti con un assaggio di cremosi formaggi trentini oppure con un mix di mozzarelle e speck. Per chiudere in bellezza, un bicchiere di Prosecco ed una fetta di torta salata al pancarrè con prosciutto e stracchino.


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