Specialità romane: iniziamo dal supplì

Le specialità di Roma sono una cosa seria e non da prendere alla leggera e, proprio per questo, non è necessario stizzirsi se non si trova in cima all’elenco il piatto cacio e pepe e amatriciana, né tanti altri sempreverdi della trattoria popolare sotto il Colosseo. Un piatto di cui si dovrebbe sempre tenere conto  e che in pochi turisti pensano quando visitano Roma, è la supplì: deliziose palline di riso impanate e fritte nella loro ricetta originale, principalmente  ripiene di provatura (formaggio filante simile alla mozzarella) grazie al quale, una volta aperte, formeranno un lungo filo. Il formaggio, secondo la tradizione, può essere accompagnato da ingredienti molto saporiti, come funghi e rigaglie di pollo. Visitare la capitale non significa solo soggiornare in un hotel a Roma come l’Hotel teatro pace, significa anche scegliere di guastare i sapori di una cucina eterna, fatta da numerose versioni di piatti e fantasiose realtà gourmet.

  1. Filetti di Baccalà

Uno dei protagonisti che, insieme al supplì, fanno la cucina romana, è il baccalà fritto in pastella: il king dello street food. Considerato un piatto della cucina povera, anticamente veniva incorporato nei “pezzetti” che erano e sono tutt’ora, una specialità delle friggitorie romane. Chi resiste alla frittura? Un gusto unico quello della patina croccante che si realizza intorno a qualunque cibo sapientemente immerso nell’olio bollente. Si tratta di una frittura con la pastella, quello del baccalà, composta per lo più di piccoli pezzi di broccoli, cavolfiori, patate, zucca gialla, striscette di baccalà, ecc., che in altri tempi si vendevano a cinque per pochi spiccioli. Una specialità, questa, che non può non essere accompagnato da un bel bicchiere di vino bianco dei Castelli. 

  1. Minestra broccoli e arzilla

Altro piatto necessario da gustare durante una visita a Roma, è quello dei felici gli “ortodossi” della cucina tipica romana . Questa pietanza si configura principalmente come una pasta brodosa, ed ha come protagonista indiscusso l’ortaggio dall’impareggiabile bellezza verdastra e ricca di fibre: il broccolo romanesco. Ad accompagnare questo fantastico ortaggio è l’arzilla, nome tipico della razza chiodata di cui si utilizzano le ali, ovvero le pinne che stanno ai lati. Queste risultano essere fondamentali nella preparazione del brodo, che s verrà incorporato alle cime di broccolo cotte in aglio, olio, peperoncino, filetti di acciuga e concentrato fresco di  pomodoro. Alla fine si aggiunge la pasta e che altro vi possiamo fare se non divorarla con una certa classe?  buttatevi a pesce in questo capolavoro di bontà culinaria.

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